JURODIVYE

Il progetto Jurodivye segna il momento d’inizio della nostra esperienza con il cinema. Siamo nel 2010. Non avevamo nessun tipo di attrezzatura cinematografica. Riuscimmo a mettere insieme i soldi sufficienti per comprare la nostra prima videocamera, una delle prime compatte in hd. Il microfono purtroppo non rientro nel nostro budget (cosa che incise drasticamente sulla qualità delle prime opere). Fu un gran periodo. Cominciammo a inserire la videocamera all’interno del nostro quotidiano. Passavamo le giornate passeggiando per Torino alla ricerca di situazioni da filmare. Quello che all’occhio estraneo appariva come un gironzolare scomposto per noi rappresentò un percorso metodico verso l’esperienza della percezione. Dal mondo esterno ci spostammo verso il mondo relazionale e la videocamera si rivelò un ottimo strumento per accedere all’interno del paesaggio emotivo delle persone incontrate. Da qui l’idea di raccogliere tutto il materiale in un unico progetto, il progetto Jurodivye. I Jurodivye sono nella tradizione russa i pazzi per cristo, deliranti mistici che vivono nelle strade delle città, tra le campagne, in assoluta povertà. Sono molto rispettati e spesso gli si attribuiscono doti magiche. Abbiamo dato questo titolo all’opera perché tutte le persone che abbiamo raccontato sono “ricercatori irrequieti”, poveri di averi materiali ma ricchi di doti spirituali. Un po’ pazzi e un po’ geni, immersi in una lotta titanica alla ricerca della bellezza e della verità.

Col tempo ci siamo addomesticati, abbiamo cominciato a fare attenzione all’estetica, alla qualità dell’immagine. Ma questi primi lavori, pur presentandosi in abiti malmessi, grezzi come i personaggi ripresi, con le immagini che traballano, sovraesposte o sottoesposte, con un audio talvolta indecifrabile, ecco, questi primi lavori rappresentano ancora per noi l’essenza del documentario.